DAL 17 FEBBRAIO "PONTI DI DIALOGO" ALLA SOCIAL GALLERY PER RESTARE UMANI

Il 17 febbraio si inaugura alle 18.00 a Quartu Sant’Elena, nello spazio espositivo “The Social Gallery” in via Eligio Porcu 43, la mostra fotografica di Paola Pintus “Ponti di dialogo” –  reportage fotografico dai campi profughi di Chatila, Beddawi, Ein El Helweh, Nar El Bared”.

Data:
13 febbraio 2024

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Il 17 febbraio si inaugura alle 18.00 a Quartu Sant’Elena, nello spazio espositivo “The Social Gallery” in via Eligio Porcu 43, la mostra fotografica di Paola Pintus “Ponti di dialogo” –  reportage fotografico dai campi profughi di Chatila, Beddawi, Ein El Helweh, Nar El Bared”.

L’esposizione, allestita sotto la curatela artistica di Giovanni Coda e la post-produzione grafica di Carla Pisu, prende le mosse da un reportage realizzato a fine 2022 all’interno dei campi profughi palestinesi in Libano, nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale promosso dall’Associazione Amicizia Sardegna-Palestina ODV e finanziato dalla Regione Sardegna attraverso i fondi della legge 19/96, al quale il Comune di Quartu Sant’Elena ha aderito in qualità di partner locale. Il progetto, denominato “Istruzione contro povertà: percorsi didattici alternativi per i rifugiati in Libano”, aveva fra le sue principali finalità il contrasto dell’emarginazione delle popolazioni rifugiate nei campi profughi di Beddawi, Ein El Helweh, Nahr el Bared, con particolare riferimento ai giovani e ai bambini, attraverso il rafforzamento delle competenze scolastiche di base e mediante il contrasto alla dispersione scolastica dei bambini fra i 6 e i 13 anni. All’interno del reportage sono presenti anche alcune immagini scattate nel campo profughi di Chatila (Beirut) denominato “La città degli invisibili”, dove in poco più di un chilometro quadrato vivono stipate oltre 25 mila persone, palestinesi ma anche sfollati siriani. Più in generale, il lavoro fotografico dell’autrice ha inteso documentare le difficili condizioni dei campi ed al contempo la profonda umanità dei loro abitanti: un’umanità che traspare negli occhi dei bambini costretti a vivere un’infanzia a metà.
L’esposizione intende proseguire in modo non soltanto ideale il “ponte di dialogo” e di solidarietà con le popolazioni rifugiate nel difficile contesto della guerra in Medio Oriente attraverso una raccolta fondi il cui ricavato sarà impiegato per l’acquisto di beni di prima necessità tramite l’Associazione Sardegna-Palestina.

La mostra sarà visitabile dal 17 febbraio fino al 2 marzo 2024. Ingresso gratuito.

Orari: dal martedì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00.  

Per informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Date inserimento: 13/02/2024

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Aggiornamento:
13/02/2024, 17:20

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